venerdì 29 agosto 2008

Martedì 12 agosto
La giornata comincia alle 6 perchè don Franco si è raccomandato..che ce ne andiamo presto! Puliamo e senza far colazione lo cerchiamo per ringraziarlo ma..lui non è ancora in piedi.. Così mandiamo in missione i nostri uomini per svegliarlo. Anche appena sveglio don Franco è molto gentile, ci dicono Clark e Ricky...per fortuna! Facciamo colazione davanti alla stazione dei treni, in attesa che arrivi quello per La Spezia. Infatti il nostro cammino si conclude qui: Clark e la Stefy proprio non riescono a camminare e non riusciamo a fare una tappa intermedia dove possano raggiungerci in treno. Così partiamo tutti per La Spezia, dove prendiamo l'autobus per Portovenere, ultima tappa della nostra route. Arrivati alla chiesa scopriamo che un altro gruppo ha già “prenotato” la stanza del parroco...e noi?!?! Al posto della stanza il parroco ci offre un cortile recintato dove poter piantare le tende ma..ci sono lavori in corso e (non troppo gentilmente) ci dicono di andare e tornare solo a sera. Così sistemiamo gli zaini e scendiamo al mare. L'acqua è splendida (altro che Caorle!) e ci stiamo dentro un bel pezzo. Risaliti alla chiesa (il paese è arroccato su un promontorio) esploriamo la zona attorno e scopriamo che appena più in su ci sono le rovine del castello medievale. Il posto è veramente bellissimo e decidiamo di cenare alla rocca. Dopo cena, visto che l'altro gruppo non è arrivato, torniamo alla carica per avere un tetto sopra la testa. Aspettando il parroco fuori della chiesa scopriamo che si è sentito male durante le prove del coro (resterà celebre la pacata frase di Ricky che alla domanda “Hai visto il prete?” risponde “E' lì che sta per morire.”......). Per fortuna è solo un malore e sta subito meglio e non esita a darci la stanza. Ci sistemiamo nel piccolo teatro che sarà il nostro rifugio e ritorniamo alla rocca: è venuto il momento di fare seriamente attività. Ci riesce davvero difficile parlare di noi tra noi; l'argomento è “Cos'ho...cosa mi manca”. Alla fine riusciamo a rompere il ghiaccio e a tirare fuori qualcosa di noi; andiamo a dormire più ricchi per quest'apertura e forse un po' intristiti nel sapere che appena accanto a noi ci sono delle mancanze che non sapevamo esistere.

FOTO 12.08

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